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Anniversari sperimentali: Leonetti

Nel mese di agosto, “Critica integrale” offre ai suoi lettori incalliti – se proprio non riescono a farne a meno – quattro omaggi ai centenari di autori sperimentali che cadono in questo anno 2024. È oggi la volta di

FRANCESCO LEONETTI

Cartelli di marcia

I.
Beviamo, italiani, gli uomini del 45 hanno col voto vinto…
Quali i possibili inganni a spostare le scelte giuste negli anni,
quali sbalzi di monete, prassi licitate, strane frasi, ora che c’è la rete?
Certo in lunghi cortei chiederemo, sempre, lavoro e salario sufficiente
dentro l’informatica immateriale, con cifre delle banche mondiali,
fra le moderate stipulazioni, miranti nel nuovo a ridurre le ragioni…
Restiamo attenti, ora, perché il bianco ha fatto così brutta prova
fino a qui, con genti profughe nel globo: un rimedio occorre per loro…
Né il farsi buoni e umanitari basta: con l’essere vani si impasta.
Abbiamo una pagella di sei. Non vogliamo però pregare gli dèi.
Per principio, il cambiamento si impone, e noi vedremo il come:
quando spaccare lo zero, quando ammettere il cuore (se è vero
che era già previsto, nella canzone antica, di vincere l’elezione
poi trovarsi i carruba nei trivi e solo allora avere i motivi
per una grande lotta…) Ora stiamo attenti ad ogni mossa…
(Una è la base, Italia è sempre combinata, e dai signori la è devastata). Continua a leggere Anniversari sperimentali: Leonetti →

Ricerca e sperimentalismo trent’anni e passa addietro

Nella circostanza del centenario della nascita di Francesco Leonetti mi sono messo a scartabellare la sua quinta rivista, “Campo”, uscita dopo “Alfabeta” negli anni Novanta del Novecento. Così, nel numero-progetto datato 1990, ho ritrovato un mio intervento che avevo del tutto dimenticato, nel quale si parla di sperimentalismo e di ricerca letteraria. La cosa che più mi ha sorpreso è che – avendo rinunciato a fare concreti riferimenti agli autori di allora – l’analisi e le controproposte mi sono suonate straordinariamente attuali. Oggi avrei poco da aggiungere.

Sviluppi dello sperimentalismo letterario

Nella situazione attuale, la letteratura di ricerca si trova impegnata nel tentare percorsi di uscita dal blocco dominante dei prodotti di consumo. Anche ammettendo che una tradizione, cioè un sistema di retoriche vincolanti, non esista più (epperò processi di museificazione accompagnano pur sempre la mercificazione: basti vedere il frequente ricorso al valore del “classico” e del “grande stile”); resta il setaccio del mercato; il criterio della rapidità e comodità del consumo (facilità = vendibilità) omologa le scritture, potando i rami esuberanti ed eccentrici; e seleziona quelle ripetitive e riproduttive (con varianti solo combinatorie, non di struttura), in modo da trasmettere, immediatamente e senza equivoci i fantasmi ideologici. Continua a leggere Ricerca e sperimentalismo trent’anni e passa addietro →

25 del 2005!

In occasione di un 25 aprile particolarmente sensibile come quello odierno, pubblico un mio testo scritto in occasione di un altro 25 aprile altrettanto sensibile, quello del 2005, durante il secondo governo  Berlusconi e della “Casa delle libertà”. Lo lessi allora con la collaborazione vocale e strumentale di Antonio Amendola al Teatro Agorà ed è rimasto poi inedito.

25 aprile

Libertà va cercando: era sì cara
a basso prezzo adesso è rivenduta.
A sciacquarsela in bocca fanno a gara
e quando più non serve la si sputa:
può voler dire quello oppure questo
a seconda che dà o non dà vantaggio
a uno che comanda ed immodesto
vuole adornare il suo costante oltraggio
di simbolico lume: e la parola
di qua di là di su di giù si mette
a perdita di senso e si fa fola
materiale adatto a barzellette. Continua a leggere 25 del 2005! →

Volponi, il tormento della scrittura

Cade nel 2024 il centenario della nascita di Paolo Volponi. Dopo un convegno urbinate, si è svolto all’Università di Pavia un nuovo incontro-seminario, nei giorni 15-16 febbraio, dedicato alla narrativa, che, prendendo spunto da una conferenza dell’autore, si è intitolato Le difficoltà del romanzo. Data la presenza a Pavia di carte volponiane nel Centro Manoscritti, il convegno ha goduto di una cospicua serie di contributi di stampo filologico e variantistico riguardanti i romanzi maggiori, come Corporale, Le mosche del capitale e anche Il pianeta irritabile, con importanti ragguagli sulle diverse stesure, le correzioni, le scalette progettuali e quant’altro. Continua a leggere Volponi, il tormento della scrittura →

Gruppo 70 in mostra

Nel 2023 (un “anno con il 3”) è caduto anche l’anniversario del Gruppo 70. Ebbene sì, malgrado il numero faccia pensare a una data diversa. Anzi, il Gruppo 70 può vantare di essere nato qualche mese prima del Gruppo 63 e la sua sigla è dovuta a una sorta lancio in avanti (per altro le attività collettive termineranno prima di quella data).
Il punto di partenza fu il convegno Arte e comunicazione, tenuto a Firenze nel maggio 1963 e i promotori furono soprattutto Lamberto Pignotti e Eugenio Miccini, accompagnati da altri artisti. Le manifestazioni del Gruppo, nel prosieguo degli anni Sessanta, si svolsero in parallelo con quelle del Gruppo 63, ma furono più spiccatamente rivolte alla sperimentazione verbovisiva e performativa. Ora una mostra presso la Galleria d’arte moderna di Roma a cura di Daniela Vasta (catalogo edito da De Luca Editori d’Arte) sotto il titolo La poesia ti guarda espone un rappresentativo manipolo di opere di Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Roberto Malquori e Michele Perfetti. La mostra è completata da manifesti, pubblicazioni e documenti. Continua a leggere Gruppo 70 in mostra →

Nell’anno con il 3: “Narcisso” di Sebastiano Vassalli

Ormai venendo a finire l’anno con il 3, mi resta un ultimo posto da utilizzare per intervenire su autori dell’area sperimentale che finora avevo trascurati. Lo dedico a Sebastiano Vassalli, anche se può sembrare strano, in quanto è stato uno dei più netti transfughi dell’avanguardia, con durissime dichiarazioni nella sua fase di normalizzazione. Eppure vale la pena di esaminare il suo primo romanzo, Narcisso, pubblicato nel 1968 nella collanina rossa dell’Einaudi, La ricerca letteraria. Nella nota di chiusura Giorgio Manganelli spiega che il libro si rivolge al lettore «irretendolo, catturandolo nelle ambagi di una ampia, discontinua, disorientante scenografica “oratio”» (che è la modalità propria dello sperimentalismo); e conclude: «Il risultato è una euforica bisboccia verbale, sconnessa e avvampante, una sorta di furibonda, drammatica, enigmatica festa».

Narcisso di Sebastiano Vassalli

Un romanzo? Per modo di dire. Non c’è trama che sia pur lontanamente riassumibile. Lo scritto procede per frammenti che però non usuali connessioni. Continua a leggere Nell’anno con il 3: “Narcisso” di Sebastiano Vassalli →