Tutti gli articoli di francescomuzzioli

L’autobiografo riluttante

In tutta evidenza c’è, in questi nostri tempi, una “sindrome autobiografica” che impazza nella letteratura e non solo. Essa si declina in una tendenza della narrativa per il contenuto direttamente esperito dall’autore e nella corrispondente inclinazione della indiscrezione del lettore a recepire toni di confessione e di sfogo. In tutta evidenza, la vita latita, in questi nostri tempi, per cui non resta che scriverla, sperando in tal modo di recuperare il senso mancante. Ciò soprattutto si aggrava per autori dall’età avanzata, volti indietro nostalgicamente e portati a riflettere sui fallimenti della loro propria storia (sicché autobiografismo e sconfittismo si danno frequentemente la mano con esiti alquanto penosi).
Di carattere particolare, tuttavia, è il libro autobiografico di Angelo Guglielmi, Sfido a riconoscermi (La Nave di Teseo). Non voglio dire che le sue radici avanguardistiche abbiano garantito Guglielmi dal fare come tutti gli altri, eppure non si può negare che nel suo “cadere” nell’autobiografismo ci sia qualcosa che frena e che distingue dall’andazzo generale. Continua a leggere L’autobiografo riluttante

Lezione Rebora

Questo mese la videolezione (da qualche giorno su Youtube, raggiungibile anche passando dalla sezione Appello straordinario) è dedicata a Clemente Rebora. Nel panorama di inizio Novecento che andiamo disegnando, Rebora è un autore difficile e difficilmente classificabile, anche se può essere collocato nell’ambiente della rivista “la Voce”, che pubblicò nel 1914 i suoi Frammenti lirici. Potremmo anche, seguendo Contini, parlarne come di un espressionista italiano. Certamente c’è nel suo testo una percezione acuta della vita moderna che si traduce nell’ansia e nella tensione esasperata del ritmo e del linguaggio.

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Grandi retori ignoranti

Sembra impossibile dover fare lezione di retorica ai grandi comunicatori del nostro tempo, che dovrebbero esserne ferratissimi, re di parlantina come sono nei media, loro, i sovrani del verbo sovranista.
Ma tant’è. E quindi, per non fare “brutta figura”, rimandiamoli a studiare le figure, quelle come la sineddoche e la metonimia, che a quanto pare non sanno che siano. Continua a leggere Grandi retori ignoranti

Le “discrasie” di Giovanni Fontana

Giovanni Fontana, portacolori della poesia verbovisiva, straordinario performer e vocalista ma anche autore di una vasta produzione visuale, nell’ultimo periodo ha elaborato ‒ come poeta “lineare” ‒ un suo particolare stile, anzi, per meglio dire, un suo particolare ritmo. Lo attesta e lo precisa questa recente raccolta, Discrasie, pubblicata nella collana di Entroterra per Novecentolibri, accompagnata da uno scritto critico di Marcello Carlino.
Di che ritmo si tratta? Che il testo sia o no scandito da barre che sostituiscono l’a capo del verso tradizionale, è comunque costituito da un flusso verbale sostenuto da ripetizioni: spezzoni di metrica, rime, assonanze, riprese e quant’altro contribuisca a creare un ambiente cadenzato che diventa una vera e propria sfida al rap. Continua a leggere Le “discrasie” di Giovanni Fontana

Un intervento di Antonino Contiliano sull’Infinito di Leopardi

In questi giorni gira in TV un orrendo spot con una banalissima lettura dell’Infinito. Risolleviamoci con questo saggio breve inviato da Antonino Contiliano.

E se un giorno per l’infinito leopardiano girasse “0 = ∞”, o “∞ ↔ 0”?

 

Se le grandezze evanescenti o infinitesimali della logica matematica hanno reso possibile e paradossale la scienza stessa dei numeri e della natura materiale delle cose, cui si applicano, e fino alla formula delle grandezze come «0 = ∞», è irragionevole logica estetica pensare (in analogia) di utilizzare la stessa formula concettuale per cogliere lo stesso potenziale informativo colto dal linguaggio della poesia con la logica paradossale degli stessi ossimori (preso, non preso; grande, non grande) che ne alimentano la creatività? Continua a leggere Un intervento di Antonino Contiliano sull’Infinito di Leopardi

Ricordo di Mauro Ponzi

Venerdì prossimo, 10 gennaio 2020 (vedi i dettagli nel calendario degli eventi), si terrà un incontro presso l’Università “Sapienza” di Roma, per ricordare la figura di Mauro Ponzi, recentemente scomparso . Mauro, docente di Letteratura tedesca, aveva una lunga attività di saggista, esperto in special modo di Benjamin e tra i fondatori dei “Quaderni di critica”, nonché narratore e poeta. Proprio un suo libro di poesia, intitolato Memory card è di prossima uscita presso l’editore Robin.

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