Lo dice Virginia Woolf

Per derisione [derision] – brutta parola, ma, ancora una volta, la lingua inglese è così povera, occorrerebbero nuove parole – s’intende che dovrete rifiutare tutto ciò che serve a far pubblicità al merito, e tener per fermo che il ridicolo, l’oscurità e la disapprovazione sono preferibili, per ragioni psicologiche, alla fama e alla lode. Non appena vi offrono insegne, onorificenze o titoli, sbatteteli subito in viso a chi ve li offre.
Per libertà da fittizi legami di fedeltà s’intende che dovrete liberarvi  in primo luogo dell’orgoglio per la vostra patria; e anche dell’orgoglio per la vostra religione, per la vostra università, scuola, famiglia, sesso, e da tutti i fittizi legami di fedeltà che queste forme di orgoglio creano. Non appena i tentatori si presentano per sedurvi, stracciate le pergamene; rifiutatevi di compilare i moduli.

(da Le tre ghinee)

Seminario 1: I suoni della poesia

Si è svolto ieri, 4 marzo  2020, il primo seminario della L.UN.A, dedicato, come da programma, all’aspetto sonoro della poesia.

Per gli interessati che non sono potuti intervenire, e anche per coloro che erano geograficamente troppo distanti per farlo, riporto qui la registrazione audio dell’incontro, compreso il dibattito.

https://www.youtube.com/watch?v=JxkYVSHooI0&t=3s

La data del prossimo seminario, dedicato alle “Figure della poesia”, originariamente fissata per il 2 aprile, verrà ridefinita a seconda degli sviluppi dell’emergenza e prontamente segnalata sul sito.

La politicità della letteratura

La politicità della letteratura. Si direbbe questione accantonata, nell’attuale andazzo della produzione per il mercato, del romanzo-intrattenimento, della poesia-emozione e via digradando per i rivoli della postletteratura. Eppure, ogni tanto, saran soprassalti nel sonno inquieto della ragione, ritorna a galla questo problema, magari nella forma etica della responsabilità dello scrittore. Si parla, magari, anche soltanto di “realismo”. E allora vale la pena di tornare a riflettere perché il binomio politica-letteratura si presta facilmente ad equivoci.
Il primo problema è: quale politica? Infatti, a rigore, la letteratura potrebbe essere politicizzata da entrambi i lati dello schieramento: eppure di solito la questione viene sollevata solo sul lato sinistro, quello dell’antagonismo. Infatti, dal punto di vista dell’egemonia costituita, è meglio che la politicità passi inavvertita sotto vesti neutrali (il valore estetico, l’intrattenimento, l’emozione e quant’altro) e tocca semmai agli oppositori demistificare quell’apparente innocenza, indicandone l’intrinseco cui prodest. Continua a leggere La politicità della letteratura

Import-export poesia

I rapporti tra le culture dipendono in buona parte dal lavoro di mediazione di alcuni benemeriti operatori culturali, che fungono da tramite attraverso traduzioni, presentazioni informative e ragguagli sistematici. Tra Italia e Stati Uniti, per quanto riguarda la poesia, operano da tempo Luigi Ballerini e Paul Vangelisti, ora con l’apporto di validissimi collaboratori più giovani. Per far conoscere in Italia la poesia americana di oggi, hanno già prodotto alcuni volumi antologici presso l’editore Mondadori; l’impresa passa ora all’editore Aragno, in una nuova veste tipografica di indubbio prestigio, con i due volumi di Nuova poesia americana dedicati a Chicago e le praterie, per la cura di Luigi Ballerini, Gianluca Rizzo e Paul Vangelisti. Continua a leggere Import-export poesia

Ritorno a Gramsci

Raul Mordenti è uno dei rari ‒ e perciò tanto più meritevoli, dal mio punto di vista ‒ critici alternativi che si ispirano alla tradizione del marxismo, aggiornandola come si deve per tenere il passo del dibattito internazionale (vedere L’altra critica, uscito nel 2007 e poi ripubblicato nel 2013), ma senza abbandonarne i presupposti metodologici e l’etica che vi è sottesa. E proprio di questo metodo ora Mordenti torna ad esplorare le radici, insistendo su Gramsci e andando anche più indietro a ritroso fino a De Sanctis, in cui Gramsci stesso indicava il proprio antecedente. Il libro, che esce per i tipi di Bordeaux, s’intitola De Sanctis, Gramsci e i pro-nipotini di padre Bresciani. Studi sulla tradizione culturale italiana.

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Lezione Lucini

Nel panorama di inizio Novecento la figura di Gian Pietro Lucini ha  un ruolo fondamentale e un posto di assoluto rilievo. Che poi questi ruolo e posto non gli siano stati riconosciuti, anzi per lungo tempo sia stato completamente rimosso dalle storie letterarie ed anche oggi gli venga di più in più negato ascolto, va tutto a disdoro di una critica disattenta, pigra e sostanzialmente conservatrice. Di contro alla persistente emarginazione, i motivi dell’importanza di Lucini sono molteplici: la sperimentazione che lo porta sulla linea del verso libero ben oltre d’Annunzio e Pascoli; l’etica radicale che gli fa sostenere posizioni libertarie e utopiche; la tendenza avanguardistica corroborata da lucida consapevolezza teorico-critica, che lo porta prima a convergere e poi a distinguersi polemicamente dal Futurismo italiano.Di tutto questo si parla nel video appena inserito nella sezione Videolezioni.

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