Il tragico e il comico, di alcune complicazioni

Se dovessi scegliere per forza tra il tragico e il comico, allora mille volte il comico. Sarà che il mio interesse per la letteratura è cominciato dalla parodia; sarà che, in quanto critico, sto sempre con la letteratura “secondaria”; sarà quel che sarà, ma il tragico per me ha sempre avuto una coloritura troppo nobiliare, da alte sfere, in atteggiamento di sopracciò, mentre il comico proveniente dal basso e per lungo tempo ritenuto subalterno e di minor credito, possiede l’energia del ritorno del represso. Il tragico è legato allo spirito e all’ideale, mentre il comico è materiale e corporeo. Quanto agli effetti, le lacrime sono tutte nella testa, il riso è di pancia.
Detto questo, però, le cose sono sempre un po’ più complicate rispetto a una semplice scelta di campo. Continua a leggere Il tragico e il comico, di alcune complicazioni

Narrazione sì, narrazione no

Ho spesso segnalato come caratteristica ideologica della nostra epoca l’esaltazione della centralità della narrazione. C’è al riguardo una bibliografica più che ampia che tocca svariati livelli e posizioni: in chiave tecnica (Brooks), femminista (Cavarero), piscologica (Gottshall), terapeutica (Cometa) e sicuramente ne sto dimenticando di importanti. Una vera valanga. Di narrazione si parla dappertutto e perfino, fatto significativo, nei talk-show della politica.
Tanto per non perdermi niente, sono andato a leggermi il libro di Byung-Chul Han, pensatore coreano operante in Germania, che ha già al suo attiva varie opere sulla filosofia sociale e sul mondo della comunicazione (l’infosfera). Il libro in questione, pubblicato da poco presso Einaudi, s’intitola La crisi della narrazione e subito questo titolo mi ha incuriosito. Come crisi? Ma se la narrazione straripa ovunque e bisognerebbe semmai contenerla! Han muove appunto da un paradosso: che quanto più se ne parla tanto meno è in buona salute… E siccome il paradosso mi è sempre parsa una buona maniera di rovesciamento dialettico, valeva la pena di andare a vedere un po’ più a fondo. Continua a leggere Narrazione sì, narrazione no

Il ritorno delle “Anatre”

Tornano in libreria, grazie all’editore Argolibri, Le anatre di ghiaccio di Mariano Baino, debitamente aggiornate e rimpolpate. Si tratta di un libro decisamente eccentrico e di difficile classificazione – forse Frye lo metterebbe nel quarto tipo di prosa, l’anatomia. Data la brevità della maggior parte dei brani, sembrerebbe una raccolta di aforismi, però però c’è di molto altro, giochi di parole, parodie, aneddoti, citazioni, riflessioni, allegorie, testi in versi. L’autore, che ci ha abituati sia in poesia che in prosa a comportamenti inusuali e ricchi di “spirito”, va qui al massimo, regalando sorprese e vero divertimento (proprio nel senso del “divertere”, la deviazione dal senso comune). Continua a leggere Il ritorno delle “Anatre”

I seminari della LUNA: Jameson in lungo e in largo

Il semestre della LUNA si è chiuso con un seminario speciale interamente dedicato alla figura di Fredric Jameson. Come indica il titolo, Jameson in lungo e in largo, è stato affrontato l’intero percorso del saggista americano, dagli inizi degli anni Settanta alla scomparsa, avvenuta nel settembre dello scorso anno, passando per le citazioni delle opere principali e i problemi più acuti delle sue sempre sottili argomentazioni.
Un’opera mastodontica e complessa, senza dubbio, che ingloba e mette in comunicazione i diversi metodi critici (dallo strutturalismo alla psicoanalisi, dalla mitocritica alla decostruzione) sotto l’egida di un marxismo rinnovato e duttile che addita l’orizzonte imprescindibile della “storia dei modi di produzione”.
Chi volesse seguire l’intero seminario lo trova a questo link:

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Giovanni Fontana: le nuove iniziative

Per la rassegna Millenanni, la Casa Morra, Archivi d’Arte Contemporanea, ospita a Napoli tre giornate (6-7-8 maggio) dedicate a Giovanni Fontana comprendenti dibattiti, performances e filmati. Il titolo della rassegna, organizzata dalla Fondazione Morra in collaborazione con la Fondazione Bonotto, per la cura di Giuseppe Morra e Patrizio Peterlini, è Giovanni Fontana: prospettive epigenetiche.
Di Giovanni Fontana ho parlato in diverse occasioni qui su “Critica integrale”. Ma di recente ho anche pubblicato, per la collana “gli extravaganti” curata da Paolo Allegrezza per l’editore Vita Nostra, un libro interamente dedicato all’autore, costituito da una ampia introduzione complessiva che copre i vari campi di attività (scrittura in versi e in prosa, poesia visiva, poesia sonora e performativa) e da una antologia che esemplifica le diverse direzioni della ricerca di Fontana. Continua a leggere Giovanni Fontana: le nuove iniziative

“I taglienti” di Poletti

Daniele Poletti non è soltanto l’animatore delle edizioni [dia•foria, una delle poche case editrici degne del nome, disposta a ripubblicare gli autori sperimentali ormai introvabili e a rilanciare la prospettiva in avanti con nuove proposte e in particolare con l’antologia Continuo, “repertorio di scritture complesse”, una operazione altamente meritoria; Poletti, dicevo, è anche autore in proprio e di spessore all’altezza dei testi che produce in qualità di editore.
Lo dimostrano I taglienti, opera pubblicata di recente dalle edizioni di Anterem. I taglienti vengono da lontano, sono frutto di una ricerca attenta e rigorosa; una loro prima raccolta era datata 2021 e avevo potuto scorrerla e apprezzarla per concessione dell’autore. Questa nuova edizione, che si avvale di un ampio saggio introduttivo di Luigi Severi, mi ha dato modo di farne una lettura più approfondita, che qui provo a svolgere sinteticamente, in attesa di ulteriori sondaggi. Continua a leggere “I taglienti” di Poletti