Mari&Monti.1

Come tutti gli anni “Critica integrale” si mette in pausa per il mese di agosto. Per i lettori in crisi d’astinenza, questa volta programmo nel sito alcuni testi dedicati ai luoghi della villeggiatura, alternando i monti e i mari. Buona lettura.

CARLO MICHELSTAEDTER

Risveglio

Giaccio fra l’erbe
sulla schiena del monte, e beve il sole
il mio corpo che il vento m’accarezza,
e sfiorano il mio capo i fiori e l’erbe
ch’agita il vento
e lo sciame rombante degl’insetti.
Delle rondini il volo affaccendato
segna di curve rotte il cielo azzurro,
e trae nell’alto vasti cerchi il largo
volo de’ falchi…
Vita?! Vita?! Qui l’erbe, qui la terra,
qui il vento, qui gli uccelli, qui gl’insetti,
e pur fra questi sente vede gode,
sta sotto il vento a farsi vellicare,
sta sotto il sole a suggere il calore,
sta sotto il cielo sulla buona terra
questo ch’io chiamo io, ma ch’io non sono.
No, non son questo corpo, queste membra
prostrate qui fra l’erbe sulla terra,
più ch’io non sia gl’insetti o l’erbe o i fiori,
o i falchi su nell’aria o il vento o il sole.
Io son solo, lontano, io son diverso. Continua a leggere Mari&Monti.1

Ti lassa senza ciatu

Ricevo a firma di Giulia Savino questo intervento sulla poesia di Carmine Lubrano che pubblico volentieri.

TI LASSA SENZA CIATU

ti lassa senza ciatu come quando, quasi per caso, ti ritrovi, in una
sera d’estate, a baciare qualcuno/qualcosa che ti riporta il sapore
di un frutto antico, saporoso sì ma “ammalato” di nostalghie.
Si bagna, si tuffa in anfratti, in grotte e tra vicoli e piazze, tra suoni
e schiamazzi e nel riflesso della luna sull’acqua e ti lassa senza
ciatu la poesia di Lubrano, tra lo schiattare delle cicale, il suono di
un sax lontano e solitario e “nu ciuccio ca vola” al tramonto nella
tramontana. Continua a leggere Ti lassa senza ciatu

Cristiano Spila, racconti in grande stile

Va bene che tutto è già stato fatto e non ci resta che la riscrittura, ma riscrittura come? Può essere soltanto un modo per sdoganare modelli stantii e male imitati, oppure può contenere perfino aspetti polemici. Cristiano Spila nei suoi racconti raccolti sotto il titolo I baffi di Gadda e altri malinconici oggetti (Avagliano editore), ha deciso di passare attraverso le figure degli autori: non proprio pastiches, allora, ma reinvenzioni biografiche che colgono i nuclei portanti dell’autore-personaggio. Si va da Stevenson a Poe e Melville, da Borges a Gadda, e c’è pure un inedito carteggio tra Benjamin e Bloch a proposito di un incontro mancato con Kafka. Sono tutti rappresentanti della grande letteratura otto-novecentesca e l’autore che li ricrea e li fa rivivere non può che ricorrere, per ognuno di loro, alla cifra del Grande Stile: ampia architettura dei periodi, ritmo, lessico ben variato, spunti raffinati, ironia intelligente. Continua a leggere Cristiano Spila, racconti in grande stile

La letteratura al tempo del GAFAM

La deprecazione della mercificazione letteraria è esercizio diffuso e che personalmente pratico da molto tempo. Non c’è chi non si accorga della deriva dell’editoria e della caduta di livello dei prodotti selezionati secondo lo standard del rapido consumo; facile è rendersi conto della perdita di stile della narrativa attuale e della riduzione del romanzo a scenografia, ad imitazione delle più fortunate versioni cinematografiche o televisive, e quindi essenzialmente dell’approccio esclusivamente contenutistico che viene richiesto. Così come i guasti culturali che stanno producendo i nuovi social, riassumibili nella sigla del GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft).
Tutte queste cose le sapevamo benissimo. Però un libro che ce le venga a ripetere in modo documentato e sistematico è sempre utile. Questo libro è uscito in Francia circa un anno fa e s’intitola Le fétiche et la plume. La littérature, nouveau produit du capitalisme, Editore Rivages, frutto del lavoro a quattro mani di due autrici: Hélène Ling e Inès Sol Salas. Continua a leggere La letteratura al tempo del GAFAM

I seminari della LUNA: l’allegoria in Sanguineti

Per i seminari della LUNA si avvicina la pausa estiva. L’ultimo seminario ha completato il ciclo sull’allegoria analizzandone la presenza nella poesia di Edoardo Sanguineti. In apparenza, la poesia sanguinetiana non presenta allegorie evidenti o almeno non del tipo tradizionale. La prima fase di Laborintus è giocata sulla profluvie di frantumi culturali e sulla costruzione dell’incongruo e dell’eterogeneo; la seconda è riassunta nella poetica del “piccolo fatto vero”, quindi sull’aneddoto vissuto. E però, il richiamo del Sanguineti teorico all’allegoria benjaminiana può mettere sull’avviso che un qualche allegorismo di specie originale vi si trovi. Magari nella stessa tecnica del montaggio, nella autoironia straniante o negli sviluppi dell’aneddoto stesso.
Chi volesse seguire il seminario lo trova qui:


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“Malacoda” è di nuovo online!

Riprende le pubblicazioni online la rivista “Malacoda”, purtroppo orfana del suo creatore e animatore Mario Quattrucci, deceduto circa un anno fa. Quattrucci, scrittore in versi e in prosa nonché uomo politico, l’aveva fondata nel 2015 la sua webzine, come amava chiamarla con un pizzico di ironia, con l’intento di diffondere un discorso culturale a tutto campo che andasse dalla politica alla letteratura.
Ora, sotto la direzione di Alberto Improda e con un nuovo assetto redazionale, “Malacoda” torna nella rete, decisa a non farcisi “pescare”, ma – conservando la prospettiva aperta e plurale voluta dal fondatore – di attivare tutta una serie di iniziative che dovrebbero coprire un orizzonte ampio, sviluppandosi sia nel senso delle pubblicazioni cartacee, sia in quello delle iniziative pubbliche (ne sono state già attivate alcune), per animare il dibattito, in un momento in cui di riflessione su idee e pratiche sociali c’è fortemente bisogno, in una direzione di rinnovamento e di impegno a sinistra. Continua a leggere “Malacoda” è di nuovo online!