Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Primo programma della LUNA

L’iniziativa ha inizio! Sono in arrivo per la primavera i primi incontri organizzati nell’ambito della LUNA (Libera UNiversità Alternativa). Si comincerà con tre seminari dedicati alla poesia, che toccheranno questioni di base e avranno un carattere generale, anche per saggiare gli interessi dei partecipanti e confrontarsi sui successivi sviluppi dell’iniziativa. Il programma è questo:

4 marzo 2020: I SUONI DELLA POESIA

2 aprile 2020: LE FIGURE DELLA POESIA 

6 maggio 2020: LE DIMOSTRAZIONI DELLA POESIA

Gli incontri si terranno sempre alle ore 18, presso il Teatro Porta Portese (Via Portuense, 102, Roma), Sala Pasolini. Ingresso libero.

Gruppo 63 a teatro

Senza bisogno di aspettare il solito anniversario (ancora lontano, cadrà nel 2013), torniamo a parlare del Gruppo 63 grazie al libro della giovane studiosa Giovanna Lo Monaco che ha compiuto una minuziosa ricerca sul versante teatrale della neoavanguardia italiana. Il libro s’intitola Dalla scrittura al gesto. Il Gruppo 63 e il teatro, ed è pubblicato da Prospero editore. Apparentemente potrebbe sembrare un argomento marginale, una ricerca di quelle che si scelgono quando il resto è stato già tutto trattato ed acclarato; ed effettivamente, se si pensa alla prima antologia del gruppo, che pure comprendeva alcuni scritti teatrali, la neoavanguardia nel suo complesso si presentava specificamente come “la nuova letteratura”. Nel convegno fondativo, il teatro era riservato per le serate, quasi fosse un momento di riposo dopo le fatiche del dibattito teorico e delle (miticamente feroci) sedute critiche sui testi. Eppure, il libro di Giovanna Lo Monaco dimostra non solo l’ampiezza del fenomeno e l’interesse per le scene di tutti i maggiori autori (da Sanguineti a Pagliarani, da Giuliani a Manganelli, Filippini, ecc.), ma anche l’intrinseca valenza teatrale dell’intero progetto delle nuove avanguardie.

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L’autobiografo riluttante

In tutta evidenza c’è, in questi nostri tempi, una “sindrome autobiografica” che impazza nella letteratura e non solo. Essa si declina in una tendenza della narrativa per il contenuto direttamente esperito dall’autore e nella corrispondente inclinazione della indiscrezione del lettore a recepire toni di confessione e di sfogo. In tutta evidenza, la vita latita, in questi nostri tempi, per cui non resta che scriverla, sperando in tal modo di recuperare il senso mancante. Ciò soprattutto si aggrava per autori dall’età avanzata, volti indietro nostalgicamente e portati a riflettere sui fallimenti della loro propria storia (sicché autobiografismo e sconfittismo si danno frequentemente la mano con esiti alquanto penosi).
Di carattere particolare, tuttavia, è il libro autobiografico di Angelo Guglielmi, Sfido a riconoscermi (La Nave di Teseo). Non voglio dire che le sue radici avanguardistiche abbiano garantito Guglielmi dal fare come tutti gli altri, eppure non si può negare che nel suo “cadere” nell’autobiografismo ci sia qualcosa che frena e che distingue dall’andazzo generale. Continua a leggere L’autobiografo riluttante

Lezione Rebora

Questo mese la videolezione (da qualche giorno su Youtube, raggiungibile anche passando dalla sezione Appello straordinario) è dedicata a Clemente Rebora. Nel panorama di inizio Novecento che andiamo disegnando, Rebora è un autore difficile e difficilmente classificabile, anche se può essere collocato nell’ambiente della rivista “la Voce”, che pubblicò nel 1914 i suoi Frammenti lirici. Potremmo anche, seguendo Contini, parlarne come di un espressionista italiano. Certamente c’è nel suo testo una percezione acuta della vita moderna che si traduce nell’ansia e nella tensione esasperata del ritmo e del linguaggio.

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Grandi retori ignoranti

Sembra impossibile dover fare lezione di retorica ai grandi comunicatori del nostro tempo, che dovrebbero esserne ferratissimi, re di parlantina come sono nei media, loro, i sovrani del verbo sovranista.
Ma tant’è. E quindi, per non fare “brutta figura”, rimandiamoli a studiare le figure, quelle come la sineddoche e la metonimia, che a quanto pare non sanno che siano. Continua a leggere Grandi retori ignoranti