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Joking Joyce: quant’è cara l’anatra

Un’altra occasione tipica della vacanza è andare al ristorante. Ma, attenzione: se ne può uscire sazi sì ma spolpati. E’ quanto è capitato al nostro Joyce giocoso con l’anatra in un fin troppo esclusivo locale parigino.

L’ANATRA PRESSATA

Cantus Plenus
Adesso Wallace ha sentito dire che Frédéric per mangiare è il posto più carino
sicché ci ha portato i Joyce a prendere un’anatra infiammabile col vino.
Gli stecchini costano una sterlina ciascuno, una ghinea ogni gran di sale
quando Wallace ha visto il conto lo stomaco gli ha fatto un gran male.

Chorus Coenatorum
Frédéric, Frédéric, Frédéric, O! in fede mia sei nefasto!
Il giro del mondo è men caro che alla Tour d’Argent un sol pasto.
Piuttosto mangerei un hot dog per strada o un pranzo per mezza piotta
che sudar tutt’acchitto nel tuo pressapolli e uscirne come un’anatra cotta. Continua a leggere Joking Joyce: quant’è cara l’anatra

Joking Joyce: la terra desolata dalle zanzare

Continuano le anticipazioni della ricerca dedicata al Joyce giocoso e parodico. In questo caso è in vacanza in Francia e incontra inconvenienti che non auguriamo a nessuno: pioggia e zanzare, per fortuna compensate dal buon vino.

A ROUEN, TERRA PIÙ DESOLATA

Rouen è il luogo più piovoso, deride
tutti gli impermeabili, intride
zuppe midolla in ossa infradiciate.
L’inverno ci annaffiò verso Le Mans.
Nostro hotel a Niort era Uva di Borgogna,
ma i torchi del Signore tuonarono sull’uva di Borgogna
e noi smammammo, che scalogna!
         (svelto, Joyce, non tardare!) Continua a leggere Joking Joyce: la terra desolata dalle zanzare

Joking Joyce: ritratto dell’artista da marinaio

Nel mese di agosto, per gli irriducibili lettori di “Critica integrale”, offro lo svago di qualche anteprima del progetto Joking Joyce, che prevede la traduzione delle poesie giocose, satiriche e parodiche dell’autore di Ulisse. Testi poco noti e forse estemporanei, che sono andato a convertire in italiano con il mio metodo “folle”, cioè mantenendo al massimo possibile la metrica e le rime. Comincio con questa rielaborazione da Coleridge, dedicata a tutti i villeggianti in acque salate.

RITRATTO DELL’ARTISTA COME VECCHIO MARINARO

Ho incontrato un vecchio scrittore
girando nel mar dei pirati
le vele al veliero restavano a zero
del vento mancavan gli afflati.

John Bull e zio Sam con un segno
gli marchiaron di rosso la fronte.
Mi stupì del natante lo star traballante
con KO scritto sul ponte. Continua a leggere Joking Joyce: ritratto dell’artista da marinaio

Per Vilma

Un lutto ancora in questa triste fine di giugno: ci ha lasciati Vilma Costantini. Molti di noi l’hanno conosciuta come instancabile animatrice delle edizioni “Le impronte degli uccelli”, nome suggestivo, che rimandava alle origini dei caratteri della scrittura ispirati dalle tracce lasciate dai pennuti. Nome che riporta alla radice: e infatti contrassegnava edizioni davvero artigianali, fatte a mano nella rilegatura di tipo cinese e impreziosite spesso da copertine d’artista, a comporre nel corso del tempo un catalogo di tutto rispetto e di alto livello qualitativo.
Instancabile viaggiatrice, finché ha potuto, e non di piccolo cabotaggio ma a largo raggio attraverso i continenti, l’Asia, l’Africa e l’America, Vilma portava nelle operazioni culturali la stessa curiosità di orizzonte globale. Non a caso le sue scelte editoriali erano improntate al pluralismo dei generi e delle tendenze, sempre con rigore e attenzione alla ricerca in corso. Continua a leggere Per Vilma

Per Giulia

Nei giorni successivi alla sua scomparsa, ho visto che molti lettori hanno aperto la scheda su Giulia Niccolai presente nel mio archivio. Questo mi ha fatto piacere, ma ritengo doveroso dare nuovamente una testimonianza e un saluto.
Sono entrato in contatto molto presto con Giulia, quando, per una ricerca sull’avanguardia, mi ha spedito i suoi libretti: Poema & oggetto, visivo e concettuale, con l’inserimento straniante di quello spillo reale accanto a quelli rappresentati; Greenwich, con quelle deliziose poesie formate con i nomi geografici (e l’indimenticabile aznavourismo: «Como è trieste Venezia»…). In quel pacchetto di piccoli volumi di Geiger doveva esserci anche quello delle ballate, contenente un altro pezzo forte, Harry’s Bar, con le sue vertiginose variazioni dell’equivocità plurilinguistica. Continua a leggere Per Giulia

Seminario su Hilarotragoedia di Manganelli

Proseguono i seminari sul “romanzo anomalo”. Questa volta è stata affrontata  la Hilarotragoedia di Giorgio Manganelli. Un’occasione per allargare il discorso al tentativo compiuto nella neoavanguardia degli anni Sessanta di impostare il romanzo in senso sperimentale. È vero però che la prova di Manganelli risulta piuttosto a sé stante: non distrugge l’assetto discorsivo e neppure tenta di aderire al caos fenomenologico della vita percettiva, non ricorre all’onirismo, come fa Sanguineti. Manganelli rappresenta un’avanguardia rivolta all’indietro che si rivolge al grande stile del passato nei suoi eccessi (la prosa barocca); e si dà un’organizzazione non propriamente narrativa, piuttosto parodizza la forma-trattato con le sue ipotesi, i commi, le chiose del caso.
Qui di seguito la registrazione del dibattito:

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