Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Poesia fatta per Bene

Carmelo Bene – lo sappiamo – è “apparso alla Madonna”. Ce lo ha detto nella sua autobiografia, incentrando il momento estatico sulla lettura bolognese dei versi danteschi. Per altro un’estasi all’incontrario rispetto anche ad alcuni passi precedenti (il meraviglioso «ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna. Io sono un cretino che la Madonna non l’ha vista mai»). Che poi la predilezione infantile per la Madonna è chiaro che si sviluppa in un eroismo/erotismo verso il femminile.
Ma insomma, qui s’ha da parlare invece di Carmine Lubrano che, sulla scia delle “apparizioni” beniane, intitola il suo nuovo libro in versi Come Carmelo Bene sono apparso alla Madonna di Roca, uscito per le edizioni di “Terra del Fuoco”. E in questo libro Lubrano continua la sua poesia davvero ininterrotta, la sua “letania” più profana che sacra. Continua a leggere Poesia fatta per Bene

Come il senso comune corrente osteggi la critica in almeno 6 modi

“Critica integrale” è entrata nel suo sesto anno. Dei motivi per cui avevo aperto il blog uno (entrare nella rete per uscire dalla rete) si è rivelato infondato: se entri nella rete non ne esci, ti tiene dentro, magari cullato dalle cifre delle statistiche (i numeri ci sono…), mentre per la promozione di eventi esterni o di scritti cartacei la rete mi è risultata ben poco utile. L’altra intenzione (tenere in efficienza la materia grigia personale) non è valutabile da parte mia, perché chi si rimbambisce non se ne rende conto. Ma andiamo avanti.
Questo passaggio d’anno è stato segnato da un acceso dibattito, “oggetto del contendere” il film di Zalone, grande successo annunciato con sale stipate da record. Che se ne discuta accanitamente è già un indice preciso del livello in cui siamo… Non entro nella questione specifica e anzi dichiaro subito che non ho visto il film e probabilmente non lo vedrò mai. Lasciamolo alla sua rapida consumazione. Tuttavia, curiosando qua e là, senza volerlo, per caso, come succede, sono capitato su una recensione decisamente negativa, seguita da una accesissima quantità di commenti, quasi tutti indispettiti pro-Camino. Continua a leggere Come il senso comune corrente osteggi la critica in almeno 6 modi

Elogio (epicedio) della rivista

La forma-rivista nasce e si consolida in corrispondenza con la formazione del pubblico borghese, con una funzione di orientamento e giudizio. È anche la modalità che favorisce lo sviluppo di una forma particolare di intervento critico, il saggio, scrittura più agile del trattato e del commento. Per altro, il saggio è troppo breve per avere edizione autonoma e quindi deve essere associato ad altri saggi, come appunto avviene nei volumi delle riviste letterarie.
Nel Novecento la forma-rivista raggiunge il suo punto più alto e significativo, in corrispondenza dello sviluppo polemico-concorrenziale del campo letterario, attraversato da indirizzi discordi, tra i quali le avanguardie sono solo la punta dell’iceberg. Anche perché le avanguardie costringono i difensori della tradizione a manifestarsi in contrapposizione, avviando un gioco di tendenze e controtendenze, che trova nella rivista il veicolo più appropriato. Continua a leggere Elogio (epicedio) della rivista

Perché WB e BB devono essere pensati insieme

Conoscevo il Benjamin und Brecht di Erdmut Wizisla, perché, mentre scrivevo il mio Brecht con Benjamin, l’ho consultato nella edizione originale tedesca con l’ausilio di una traduzione inglese. Adesso lo si può leggere tranquillamente in italiano, tradotto da Fabio Tolledi per le edizioni Kaiak di Pompei; il titolo è stato mantenuto: Benjamin e Brecht, storia di un’amicizia.
È un libro prezioso per varie ragioni. Frutto di una ricerca di prima mano, presenta diversi materiali dispersi negli epistolari, poco conosciuti o inediti. Diviso in 5 capitoli, non segue soltanto la cronologia a sfondo biografico dei due autori, ma dedica spazio anche alle loro opinioni e allo sfondo teorico del loro confronto. Inoltre, il capitolo centrale è dedicato alla vicenda della progettata rivista “Krise und Kritik” che, proprio perché non giunta a compimento, risulta significativa dell’intricata situazione degli anni Trenta del Novecento, e presenta motivi di interesse sia nelle intenzioni progettuali che nelle discussioni preparatorie.
Il libro, che rappresenta in modo inoppugnabile l’“amicizia” tra Walter Benjamin e Bertolt Brecht (WB e BB), va controcorrente rispetto al grosso della critica benjaminiana odierna che fa di tutto per separarli, in modo da dar risalto piuttosto alla tradizione ebraica che non al marxismo, sia pur eterodosso. Vedi Sigrid Weigel, secondo la quale «la stima che Benjamin ha tributato al Brecht del periodo di Mahagonny (…) rimane un mistero». Wizisla, volontariamente o no, si situa agli antipodi di queste posizioni e ci mostra la logica di quel supposto “mistero”. Continua a leggere Perché WB e BB devono essere pensati insieme

I seminari della LUNA: Ricerca e conflitto

Dopo alcuni seminari dedicati agli autori dello sperimentalismo e della ricerca è parso opportuno, a partire dai buoni risultati, aprire un periodo di maggiori approfondimenti e di ulteriori verifiche. A tale fine si è prestato, intanto, un confronto teorico-terminologico sulle nozioni di “ricerca” e di “conflitto” in ambito di poesia.
Sembrerebbero apparentemente incompatibili, in quanto la ricerca dà un’idea di apertura, mentre il conflitto appare ripiegato nella reazione contro un nemico al quale rischia di finire per assomigliare. La ricerca è una funzione che qualsiasi poesia dovrebbe comunque avere, pena un insulso conservatorismo, mentre la conflittualità investe il campo “specifico” con l’esigenza di spezzarlo in due (chi di qua, chi di là) con una scissione diametrale.
Eppure: ci può essere ricerca senza conflitto? Come fa la ricerca a dichiararsi se non a petto di una “non ricerca” dalla quale esige di staccarsi?

Il seminario può essere seguito cliccando qui:

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Juan Carlos Rodríguez e le articolazioni del Barocco

Juan Carlos Rodríguez (1942-2016) è stato un brillante teorico e critico letterario, legato al marxismo, ma con prodigiose messe a punto, mentre tutti erano impegnati in rapide retromarce… La sua base fondamentale consiste nell’individuare, per ciascuna epoca storica, la “matrice ideologica”: in questo modo l’ideologia non è più considerata come una mera efflorescenza del modo di produzione, bensì come una radice profonda che tiene insieme quelle che una volta si chiamavano struttura e sovrastruttura, nella consapevolezza che nessuna organizzazione del lavoro potrebbe funzionare senza l’addestramento di un soggetto ad essa adeguato: di qui l’importanza fondante dell’identità, di quello che Rodríguez chiama l’“io sono”, determinante per qualsiasi vita sociale.
In particolare l’opera di Rodríguez ha puntato a precisare i termini delle questioni approfondendo, precisando e articolando il vocabolario teorico, troppo spesso generico e confuso. Alcuni suoi libri importanti sono usciti proprio con il titolo “di cosa parliamo?”: De qué hablamos cuando hablamos de literatura (2002) e De qué hablamos cuando hablamos de marxismo (2013). Una interrogazione interminabile, che ha tenuto insieme Marx e Freud, Brecht e Borges, toccando i classici della letteratura (il massimo: Don Chisciotte) e i fenomeni quotidiani come la moda o il tango. Continua a leggere Juan Carlos Rodríguez e le articolazioni del Barocco