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Un contributo di Franco Falasca: i critici letterari

Franco Falasca, scrittore, artista e altro ancora, avendomi avuto alcune volte come critico aggiunto, mi ha spedito una interessante quadro tipologico dei critici letterari. Ogni critico potrà facilmente riconoscersi nel profilo che più gli piacerà.
Su Falasca, autore che seguo dagli inizi, ho scritto nella sezione Autori; ma soprattutto rimando alla conferenza-intervento che terrà il 19 dicembre sulla sua formula dell’Immaginazione preventiva, come indicato nella sezione Appuntamenti.

I CRITICI LETTERARI

I critici letterari si dividono (schematicamente) in: critici amici per i quali il libro è sempre ottimo anche quando non lo è, ma mai un capolavoro anche quando lo è; critici invidiosi che subdolamente ti elogiano accostandoti ad autori pessimi; critici populisti con il complesso d’inferiorità che attaccano i geni riconosciuti ma solo quelli d’avanguardia; critici dal collo corto, che non si notano tra la folla, e che per emergere sparano continue dichiarazioni apparentemente valide contro chiunque; critici squallidi per i quali ogni giudizio comporta un qualche interesse privato; critici storicisti, per i quali non sono i geni a creare la storia, ma è la storia a creare i geni; critici colti ma non critici, per i quali ogni occasione è buona per esibire la propria cultura; critici esauriti, per i quali ciò che ha deciso la maggioranza è sempre accettabile; critici ex-marxisti per i quali ciò che decide il mercato ha sempre un valore sociale che non si può ignorare; critici mondani che apprezzano solo autori mondani; critici psicanalitici per i quali ogni frase che l’autore scrive, viene usata contro di lui; critici strutturalisti, che analizzano ciò che l’autore dice e non ciò che scompostamente vorrebbe dire uscendo fuori da sé, e negano intenzioni e significati assenti che sono il pane quotidiano invece dell’altra categoria di critici, i critici creativi completamente liberi e inattendibili.

Un contributo di Nino Contiliano: “β<h2”

In questo sito personale accolgo volentieri i contributi di amici e viciniori. Inizio con questo saggio di Nino Contiliano, un eccellente poeta (per saperne di più rimando a Francesca Medaglia, Asimmetrie ibride, CFR edizioni, che ha al suo interno una significativa antologia). Negli ultimi tempi, Contiliano ha prodotto, su riviste cartacee e in rete, tutta una serie di interventi teorici che trattano di una possibile via alternativa della scrittura. Spero vengano presto raccolti in volume; sarebbe un importante stimolo al dibattito.

 “β<h2

una formula estetica come antidoto contro le anestetizzazioni emotivo-empatetiche

 

La lingua dell’arte e della poesia, scrive Jurij M.  Lotman (La struttura del testo poetico, 1976), essendo una “parola” complessa come una gerarchia di matriosche, è, come la ridotta superficie di un cervello elettronico, un mezzo economico e utile sia per conservare che per far circolare molta informazione, mentre al contempo salvaguarda un certo punto di vista intellettuale e critico. Continua a leggere Un contributo di Nino Contiliano: “β<h2”