Amendola: Voce pre-verbale/verbale/post-verbale

Collaboratore assiduo di Critica integrale, Antonio Amendola prosegue con questo articolo la sua ricerca sulla voce e la poesia sonora. 

Voce pre-verbale/verbale/post-verbale

Scrivendo queste “pillole” sulla vocalità in rapporto alla scrittura mi sono accorto che parlare della voce è un non-gesto, un movimento da verso lo spazio circostante una rappresentazione della voce, una simulazione del gesto-vocale-muto e non la voce stessa che produce il corpo con le sue fluttuazioni, imperfezioni, interferenze.

La voce segue tre percorsi diversificati: 1) pre-verbale che coincide con il “rumorente”; 2) verbale linguaggio parlato e recitato; 3) post-verbale ovvero la voce-musica.
Nel primo tipo si utilizzano elementi riferiti alla “buccalità”, associati ad uno stato del corpo come segnale di qualcosa un disagio, una gioia, una paura, un’attesa (urlo, pianto, riso, singhiozzo, sbadiglio, tosse, lamento, russamento, rantolo, gemito ed altro). Questo tipo di non-verbalità è molto presente, nel lavoro di poesia sonora di Henry Chopin e altri più legati ad un linguaggio molto primordiale, invece di una costruzione più evidenziata del materiale sonoro nel suo incontro con la verbalità come nel lavoro di Bernard Heidsieck. Entrambi gli autori sono considerati precursori della poesia sonora negli anni Cinquanta, legata anche all’utilizzo della tecnologia anni di fertile crescita nel campo della registrazione negli studi di musica elettronica e successivamente negli anni Sessanta in ambito rock (vedi Beatles, Pink Floyd).
Nel secondo invece il riferimento è legato all’uso delle parole attraversate, nella voce parlata e recitata, nella sua totalità: attraverso le catene sintattiche il linguaggio si esprime alla sua massima espressione nella comunicazione artistica e non, attraverso la scopertura, la comprensione e la leggibilità del testo.
Infine abbiamo il post-verbale che traduce il linguaggio nella musica. La voce attraverso la vocalizzazione, con l’intonazione, il ritmo e la melodia può creare catene musicali con una propria sintassi che determina il linguaggio una voce che può utilizzare la parola con il rumore e il suono e il silenzio.
Questi tre percorsi possono essere distinti oppure entrare in relazione per espandere le possibilità della voce che diventa scrittura e della scrittura che diventa voce.

01/03/2022

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