Stanotte tutto è lecito

LA CADUTA DEL “MURO” IN UNA PAGINA DI MAURO PONZI

Nell’anniversario della caduta del “muro di Berlino”, riporto la pagina scritta da Mauro Ponzi nella parte finale del suo romanzo Sociologia del paradiso. È un modo per ricordare Mauro a un mese dalla sua scomparsa, in attesa di altre iniziative in preparazione che trattino della sua opera di saggista, germanista, narratore e poeta.

Asciugandosi i capelli tornò nel salotto. Non c’erano birre in frigo. C’era una conferenza stampa di non so quale ministro o presidente che illustrava la politica del nuovo governo. C’erano anche giornalisti dell’ovest. «Meinetwegen ab sofort!» disse il funzionario. Ci fu una grande agitazione dal video. Per quel che mi riguarda, da ades­so. Bah, ancora interminabili discussioni sullo stato della nazione. Spense il televisore, si vestì e uscì. Appena ebbe svoltato l’angolo con la Friedrichstraße fu investito da un boato. La gente scalmanata correva verso Unter den Linden. Gridavano ballavano. Non si capiva più niente. Fu travolto dalla folla in direzione della stazione. Sul ponte capì che non avrebbe mai potuto prendere quel treno per Marzahn. Le scale della stazione erano invase da gente che saliva sui treni verso ovest. Per salire quelle scale ci sarebbero volute ore. Altri correvano verso Unter den Linden giù verso la porta di Brandenburgo. Un caos da stadio. Si riparò dietro un angolo di quegli enormi edifici e attese l’eco dei colpi di fucile. Se quella era la rivoluzione, la fuga di massa verso ovest, ci sarebbe stato un bagno di sangue. Continuò il boato, continuò il flusso di gente, ma niente spari. Dalle strade secondarie riuscì ad avvicinarsi al muro in modo da vedere ciò che stava accadendo. La gente aveva travolto le transenne, si era arrampicata sul muro e lo stava scavalcando. Dalle torrette le guardie, invece di sparare, avevano cominciato a saltare di gioia. Scendevano di sotto, cercavano di mettere un po’ d’ordine ai cancelli. C’era il rischio di farsi male. Aprì la bottiglia di wodka e cominciò a bere. Non credeva ai suoi occhi. La folla incalzava. Noi siamo un popolo. Una ragazza lo baciò su tutt’e due le guance: siamo liberi! Voglio dare un’occhiata a Berlino ovest. Stanotte tutto è lecito. Brindiamo. La bottiglia di wodka passò di mano in mano. Evviva. La mattina presto si ritrovò alla stazione di Friedrichstraße in orario. Il treno per Monaco partiva davvero. Era ubriaco fradicio. Molta gente andava e veniva ancora, alcuni stavano tornando dall’ovest. I ritardatari, ancora increduli, lasciavano l’est per andare a dare un’occhiata. Marcello era stato fuori tutta la notte, passando di gruppo in gruppo lungo il muro e dando fondo a tutti i marchi che aveva per procurarsi da bere. Non era stato a ovest, o forse sì, era tutto confuso. La bionda tutto è lecito l’aveva accompagnato nei festeggiamenti. Poi l’aveva aiutato a prendere le valigie ed era crollata a dormire nell’appartamento mentre lui se ne andava. Forse era tutto un sogno.

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