Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Non rimane che il comunismo

Sa che deve smettere, ma non riesce a smettere… Non si tratta di un drogato o di un alcolista, ma semplicemente del pianeta Terra, come suol dirsi “l’unico che abbiamo”. È probabile che siamo a un passo dall’ultima chiamata e malgrado tutti i segnali che mandano i mutamenti climatici ci sono i negazionisti e comunque gli speranzosi che resteranno inerti finché le onde non entreranno nella casa al mare o il tornado non li porterà via con il dehors dell’apericena. Per l’intanto si continua come prima, come se niente fosse. D’altronde, come si fa a invertire il corso dell’economia globale? Tanto meglio non pensarci.
Non è d’accordo Saitō Kōhei, nel suo libro Il capitale nell’antropocene, da poco pubblicato da Einaudi. Saitō è un giapponese relativamente giovane (è lui nell’immagine in evidenza), un docente di filosofia studioso in particolare di Marx che ha puntato la sua attenzione sull’ “ecomarxismo” (L’ecososcialismo di Karl Marx è il suo titolo precedente, edito in Italia da Castelvecchi). La sua tesi è che non siamo ancora all’ultimo stadio, quando non c’è più niente da fare, ma ci arriveremo presto se non si adotta una soluzione radicale. Poiché il guasto planetario è opera del sistema di vita chiamato capitalismo, non resta da fare altro che cambiarlo. È il capitalismo che, anche se sa di dover smettere, non riesce a smettere (basta vedere tutte le resistenze degli stati alle convenzioni sul clima). Quindi? Non rimane che il comunismo. Continua a leggere Non rimane che il comunismo

Cosa ci insegna Balestrini

Percorrendo in tutta la sua estensione l’opera in versi e in prosa di Nanni Balestrini, Cecilia Bello Minciacchi ci offre con il suo voluminoso studio Come agisce Nanni Balestrini (editore Carocci) un ritratto davvero completo di un autore di punta nel novero della neoavanguardia. Poco propenso a esporsi in sede teorica – tanto che di suo si può annoverare solo quel contributo originario, Linguaggio e opposizione, compreso nella antologia dei Novissimi – Balestrini è stato invece presentissimo nel lavoro organizzativo, fino al punto che si potrebbe affermare che senza di lui forse il Gruppo 63 non sarebbe esistito… Va da sé che questa reticenza non significa affatto mancanza di consapevolezza autoriale; al contrario l’opera balestriniana dimostra una eccezionale qualità di autocontrollo, una notevole dose di competenza letteraria nella svariata messe delle citazioni e degli imprestiti, con in più l’accortezza di rilasciare sornionamente all’interno del testo tracce e indicazioni del suo fare, vere e proprie istruzioni preliminari (che poi è, paradossalmente, il titolo di uno dei suoi ultimi testi).
Questo è il libro giusto per conoscere a fondo Balestrini in tutti i suoi risvolti. Continua a leggere Cosa ci insegna Balestrini

E’ questione di intelligenza

Inizio il sesto anno di “Critica integrale” intervenendo sul tema del giorno: l’intelligenza artificiale.

L’intelligenza è una. Se valutiamo la perspicuità di un ragionamento non è importante se sia stato fatto da un uomo, da una donna, da un bambino o da una macchina, quello che va considerato è la coerenza, l’ampiezza, il rigore. Quindi la questione è il quanto di intelligenza: l’aggettivo “artificiale” mi pare secondario.

Le intelligenze sono molte, però: non c’è soltanto quella logico-argomentativa (cui personalmente tengo oltremisura), ma c’è l’intelligenza pragmatica, la prontezza di spirito, l’intuito strategico, la partecipazione empatica, tutte forme dell’intelligere, cioè del capire. Nel dibattito, chiariamo prima di tutto di quale intelligenza vogliamo parlare. Continua a leggere E’ questione di intelligenza

Grazie, Walter

Un po’ alla volta, inevitabilmente, il mio mondo si spopola. Ora se ne è andato anche Walter Pedullà e il vuoto aumenta.
In attesa di rileggere, come sarà doveroso fare, i numerosi volumi della sua opera “esagerata” e tornare a riflettere sulle sue posizioni e sul suo metodo critico o forse, meglio, sul suo “passo” critico e le sue intuitive “chiavi di lettura”, preferisco dare a questo ricordo la forma di un ringraziamento.
Perché ognuna delle nostre vite ha una svolta determinata da un incontro; e l’incontro nasce da circostanze casuali che potevano esserci o non esserci e che altrimenti avrebbero portato, forse, da tutt’altra parte. Ecco: io sono in debito con Walter dell’indirizzo iniziale che, forse al di là delle sue stesse intenzioni, mi ha fatto essere quello che sono stato e sono. Continua a leggere Grazie, Walter

Eclettismo ecclesiastico

I Papi si sono sempre interessati alla letteratura, se non di persona attraverso i loro inquisitori che ne fornivano occhiuti indici e volentieri mettevano ad ardere oltre ai libri anche gli autori ritenuti pericolosi. Una critica censoria, dunque, di tipo morale, rigidamente “distinzionista”, che sottintendeva un sospetto generale verso le scritture laiche: bastante il Libro Sacro, diretta emanazione divina, tutt’al più completato da breviari edificanti di preghiere e agiografie.
Ma i tempi cambiano, ragazzi! Ed ecco comparire nel caldo estivo del luglio scorso una lettera di Papa Francesco Sul ruolo della letteratura nella formazione. E scopriamo un completo rovesciamento strategico: l’obiettivo è sempre il miglioramento morale, ci mancherebbe, ma la letteratura adesso è vista come uno strumento utile, sia pure di mediazione e passaggio ad maiora, addirittura consigliabile nei seminari per la formazione dei futuri sacerdoti. Invece di rigettare le tentazioni diaboliche del “mondo”, il Santo Padre suggerisce di esplorare a fondo le pieghe del cuore umano, avendo a guida proprio le rappresentazioni letterarie. Continua a leggere Eclettismo ecclesiastico

Una nuova collana inizia con Lubrano

Le edizioni Vita Nuova inaugurano una collana di monografie letterarie diretta da Paolo Allegrezza, critico che si è distinto in varie occasioni intervenendo sui temi dell’avanguardia. Non a caso la collana viene dedicata agli scrittori “extraVaganti”, dove il termine – si legge in una pagina iniziale illustrativa – «è inteso come rifiuto dei linguaggi codificati e dei messaggi inclini alla mera evasione». In particolare, la collana ospiterà autori che hanno praticato diverse strade, agendo sia nel campo della poesia che in quello dell’arte figurativa (intrecci, interferenze e simili). La struttura dei volumi prevede due parti distinte: una ampia introduzione critica sull’autore e una parte antologica, fatta sia di testi che di immagini. Una collana coraggiosa, quindi, che presenterà libri agili, guide di alto livello per introdurre autori che il circuito della comunicazione tende a passare sotto silenzio o a trattare senza risalto.
Per la prima uscita, giustamente Allegrezza si è assunto la responsabilità di fornire il prototipo da seguire. E l’autore che ha scelto per tale esordio è stato Carmine Lubrano, poeta a tutto campo tuttora in grande attività (come testimoniano le numerose menzioni che ha ricevuto presso la mia “Critica integrale”). Quale miglior viatico per questa collana di un “poliartista plurilinguista” alieno dalle «derive liriche o intimiste»? Continua a leggere Una nuova collana inizia con Lubrano