Carla Vasio si è spenta il 24 gennaio dopo una vita, lunga più di un secolo, dedicata alla letteratura o, per meglio dire, all’elaborazione attenta e esigentissima della scrittura. Io l’ho conosciuta verso la fine degli anni Settanta e da lì in poi è stata una mia grande amica ed abbiamo passato ore intense a conversare tra presentazioni, letture, convegni, visite nella sua casa piena di libri (con il gatto Lalique) o attraverso il filo del telefono, con il giovamento del suo gusto raffinato e geniale, e di quelle che lei chiamava le “cattiverie”, che poi non erano altro che le giuste critiche all’ambiente letterario che ci circondava, a stigmatizzare quanto di approssimativo, petulante, presuntuoso e ridicolo vi circolasse. Addirittura quando si sentiva valorizzare come “scrittura al femminile” il suo sguardo tradiva una paziente sopportazione.
Carla aveva partecipato alla stagione del Gruppo 63 e questa esperienza le era stata fondativa. Ancora a distanza di tempo, nelle sue memorie di Vita privata di una cultura (2013), proprio nella pagina iniziale, lo ricordava come il segno di una alterità che non aveva finito di informare i suoi comportamenti: «Si può ammettere che eravamo scomodi, ed a quanto pare continuiamo a esserlo». Continua a leggere Per Carla
Archivio mensile:gennaio 2026
Malacoda sulla libertà
Annuncio l’uscita dell’Annuario Malacoda 2025, dedicato alla parola “libertà”. Si tratta, come il precedente dedicato al “lavoro”, di un libro collettivo, pensato dal gruppo redazionale di “Malacoda” rivista online e allargato a una serie di collaboratori sui diversi versanti della politica, della cultura e dell’arte. Termine circolante a proposito e a sproposito, la libertà sembra ancora oggi un obiettivo non completamente raggiunto, anzi spesso messo in pericolo; tanto più è parso necessario sottoporlo a una serie di prospettive mirate comprendente anche le galoppanti innovazioni tecnologiche (non a caso una sezione consistente del libro tratta delle “nuove sfide” sul terreno della Intelligenza Artificiale).
Come scrivo nella breve introduzione, «Tutti a parole danno gran valore alla libertà, poi però bisogna vedere cosa intendono e come si comportano nei fatti. Di quale libertà si parla, se il movimento del denaro non soffre restrizioni di rapidità, mentre il movimento dei profughi in fuga da condizioni disumane viene contrastato come atto ostile? (…) Il consumismo ha bisogno di soggetti liberi, versati a tutte le esperienze e le offerte, ma poi cerca di condizionarli in ogni modo. Forse libertà non c’è mai e quello reale è solo il processo della liberazione».
Se ne discuterà alla presentazione prevista per il 30 gennaio, ore 17,30 al Teatro di Porta Portese (via Portuense 102, Roma). Continua a leggere Malacoda sulla libertà
Poesia fatta per Bene
Carmelo Bene – lo sappiamo – è “apparso alla Madonna”. Ce lo ha detto nella sua autobiografia, incentrando il momento estatico sulla lettura bolognese dei versi danteschi. Per altro un’estasi all’incontrario rispetto anche ad alcuni passi precedenti (il meraviglioso «ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna. Io sono un cretino che la Madonna non l’ha vista mai»). Che poi la predilezione infantile per la Madonna è chiaro che si sviluppa in un eroismo/erotismo verso il femminile.
Ma insomma, qui s’ha da parlare invece di Carmine Lubrano che, sulla scia delle “apparizioni” beniane, intitola il suo nuovo libro in versi Come Carmelo Bene sono apparso alla Madonna di Roca, uscito per le edizioni di “Terra del Fuoco”. E in questo libro Lubrano continua la sua poesia davvero ininterrotta, la sua “letania” più profana che sacra. Continua a leggere Poesia fatta per Bene
Come il senso comune corrente osteggi la critica in almeno 6 modi
“Critica integrale” è entrata nel suo sesto anno. Dei motivi per cui avevo aperto il blog uno (entrare nella rete per uscire dalla rete) si è rivelato infondato: se entri nella rete non ne esci, ti tiene dentro, magari cullato dalle cifre delle statistiche (i numeri ci sono…), mentre per la promozione di eventi esterni o di scritti cartacei la rete mi è risultata ben poco utile. L’altra intenzione (tenere in efficienza la materia grigia personale) non è valutabile da parte mia, perché chi si rimbambisce non se ne rende conto. Ma andiamo avanti.
Questo passaggio d’anno è stato segnato da un acceso dibattito, “oggetto del contendere” il film di Zalone, grande successo annunciato con sale stipate da record. Che se ne discuta accanitamente è già un indice preciso del livello in cui siamo… Non entro nella questione specifica e anzi dichiaro subito che non ho visto il film e probabilmente non lo vedrò mai. Lasciamolo alla sua rapida consumazione. Tuttavia, curiosando qua e là, senza volerlo, per caso, come succede, sono capitato su una recensione decisamente negativa, seguita da una accesissima quantità di commenti, quasi tutti indispettiti pro-Camino. Continua a leggere Come il senso comune corrente osteggi la critica in almeno 6 modi