Archivi categoria: Le uscite

Il fischio è un elisir

Qualche tempo fa ho incontrato Giorgio Mascitelli che non vedevo dai tempi del Gruppo 93. Ed eccomi qui a leggere il suo romanzo recente, intitolato Fischi per fiaschi, pubblicato da DeriveApprodi nel gennaio di quest’anno.
Il romanzo, con la sua ambientazione aziendale, si colloca nel solco della letteratura industriale, rinnovata dai suoi fasti ormai trascorsi dei Volponi, degli Ottieri e dei Parise e svolta sul pedale umoristico. Infatti il protagonista Gian detto John è un bravo informatico che però ha un difetto (nobody’s perfect!) o, per meglio dire, un punto debole: non riesce a trattenersi dal fischiettare durante il lavoro con conseguente disturbo dell’altrui concentrazione.
E subito due risvolti. Il primo: abbiamo un romanzo con una continua colonna sonora che spazia tra vari generi musicali (sempre però senza le parole). Il secondo: si crea una ambivalenza irrisolvibile tra culto e parodia perché da un lato i motivi arrivano all’improvviso fuori del controllo del soggetto in base alla forza della “orecchiabilità”; dall’altro lato, l’arte di fischiettare li abbassa al livello delle inezie e inerzie quotidiane. L’ambivalenza è forte soprattutto quando il personaggio intona l’inno sociale della ditta: dedizione o scherno? Continua a leggere Il fischio è un elisir

Poiché retorica c’è

La retorica può vantare senza dubbio una straordinaria resistenza nel tempo: è un insieme di termini provenienti dall’antica Grecia e tuttora utilizzati nel mondo intero, uno strumentario sostanzialmente immutato da Quintiliano a Lausberg, passato da un manuale all’altro con i relativi ritocchi, ma in fondo con la medesima logica. Si tratta di un repertorio tecnico indispensabile per la critica letteraria, per quanto i critici spesso preferiscano portare come pezze d’appoggio le proprie impressioni personali o emettere perentori giudizi di valore, tuttavia qualche riferimento a metafore, metonimie, ossimori e via dicendo lo devono pur fare (e qualche volta magari anche sbagliando di indicazione pertinente…). Per chi si occupa di letteratura conoscere le figure retoriche è un po’ come possedere l’abc del computer per chi si mette alla tastiera.
Sappiamo bene che la retorica è una faccenda d’ampio respiro e che il semplice elenco delle figure è una “retorica ristretta”. Tuttavia già qui, solo a parlare di “figure” e di “traslati”, cominciamo a ricevere delle notifiche importanti: con “figura” veniamo sapere che il linguaggio è capace di costruire con le parole delle sue proprie immagini, con un valore iconico che si aggiunge alla semplice funzione informativa; con “traslato” ci viene indicato il lavoro di spostamento e quindi siamo preparati ad affrontare parole e frasi che possiedono un supplemento di dinamismo. Insomma, la retorica modifica sia la forma che la forza. Continua a leggere Poiché retorica c’è

Le “Poesie scelte” di Gio Ferri

Facendo seguito a un progetto dell’autore stesso, le edizioni di Anterem pubblicano una antologia di Gio Ferri, il poeta veronese scomparso nel 2018. Si tratta di un volume assai ampio, intitolato Poesie scelte, sottotitolo Un’autoantologia 1964-2014, che copre per sezioni cronologiche l’intera attività dell’autore. Aperta da uno scritto della figlia, Paola Ferrari, e da una introduzione di Flavio Ermini che rivendica l’importanza di Gio Ferri nella scrittura di ricerca del secondo Novecento, l’antologia è suddivisa in diverse parti che si avvalgono di specifiche introduzioni critiche, rispettivamente di Giovanni Fontana (1964-74), di chi scrive (1975-1983), di Chiara Portesine (1984-1996) e di Marilina Ciaco (1997-2014). Completano il libro gli ulteriori contributi di Adam Vaccaro e Vincenza Guarracino, nonché la biografia e la bibliografia essenziale. Importante acquisizione è la presenza, nell’ultima sezione, dei testi inediti dei canti XXXVI-XLI del “poema interminabile” L’assassinio del poeta, ultima fatica di Ferri e tra le sue prove principali.
Complessivamente il libro è un ottimo strumento per conoscere un autore altrimenti introvabile nelle sue prime e piccole edizioni sparse. Continua a leggere Le “Poesie scelte” di Gio Ferri

Episodi luciniani

Pier Luigi Ferro, saggista esperto di Gian Pietro Lucini, pubblica per i tipi di Mimesis un libro che raccoglie le sue ricerche di archivio, svolte tra Lombardia (le carte luciniane sono conservate presso la Biblioteca Comunale di Como) e la Liguria. Il titolo, Sul cammino del Melibeo – rievocante uno dei frequenti nomi alternativi dell’autore, – indica che si tratta di diverse tappe che attraversano il percorso del nostro dagli inizi alla fine, attraverso singoli episodi e dettagli.
Seguendo l’indice, troviamo: il protoLucini giovanile alle prese con un impegnativo confronto con la religione nel poemetto Galileo (1887); i rapporti con i simbolisti genovesi, Giribaldi e Varaldo, sostenuti ed esortati; il carteggio con Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, figura abbastanza nota di poeta anarchico tra Otto e Novecento, in particolare a proposito del sospetto trafugamento dalla Corte d’Assise di Genova dei documenti sulle esecuzioni capitali dei mazziniani nel 1833 – una sorta di giallo politico; il carteggio con Mario Garea Del Forno (in arte Mornor Yadolphe), suo ammiratore, oltreché locatore della casa di Varazze (nelle lettere nominata come “Cretinopoli”) dove Lucini preferibilmente svernava fino agli ultimi anni di vita; chiude il libro il saggio, revisionato e integrato, che figurava come introduzione nella ristampa 2008 del Verso libero. Ciascuno dei lavori provenienti da ricerche d’archivio riproduce in appendice i materiali relativi. Continua a leggere Episodi luciniani

Tentativo di capire “Oggettistica”

È difficile orientarsi nella poesia odierna. Oggi i poeti (ma la parola “poeta” mi produce orticaria: meglio dire “gli autori di poesia”) sembrano votati alla nobile “arte di arrangiarsi”. Voglio scrivere una poesia, come devo fare? Barcamenandosi di qua e di là tra lirica e antilirica, escono prove con assai diversi gradi di dignità artistica, ma tutte segnate da una certa casualità. Del resto, le tendenze riconoscibili vengono evitate accuratamente come la peste. Eppure, volenti o nolenti una tendenza implicita c’è sempre; e il compito del critico è proprio di scovarla.
Mi cimenterò su Oggettistica, il nuovo libro di Marco Giovenale (Tic edizioni). Con qualche speranza in più del solito, dato che Giovenale ha promosso negli ultimi tempi il dibattito sulla “ricerca” letteraria, seguito anche dal mio blog e quindi, se non una tendenza, almeno un’intenzione di differenziarsi dovrebbe averla. Tuttavia, un po’ per un’etica che esclude l’“asseverativo”, un po’ per la considerazione che i procedimenti eclatanti delle avanguardie hanno perduto di impulso, rimane qualche difficoltà nell’individuare le tracce. Riassumo nell’interrogativo: come è possibile un’alternativa con mezzi, per così dire, normali? Continua a leggere Tentativo di capire “Oggettistica”

Meglio tardi che mai

È mai possibile che mi sia perso un autore? Non è che ce ne fossero così tanti in circolazione che consuonassero con le mie corde “sperimentali”… E addirittura dopo averlo sfiorato e magari sfogliato, poi dimenticandolo? E nemmeno uno di quelli a metà strada, ma con tutte le carte in regola? Ebbene sì, è quanto mi è successo con Costantino Chillura.
A leggerlo (rileggerlo?) oggi nel volume complessivo primo delle opere poetiche (Opera poetica I, edito da [dia•foria, casa editrice sempre più benemerita) devo dire che mi sorge non poco rimpianto, perché avrebbe indubbiamente trovato posto convenientemente nelle antologie e nelle iniziative tra anni Ottanta e Novanta. Ma tant’è, non si torna indietro. E bisogna dire, con il titolo che ho scelto, “meglio tardi che mai”. Ora non ci sono più scuse:  possiamo leggere, analizzare e commentare la poesia di Chillura, grazie all’opera critica di Gian Paolo Renello che, dopo aver organizzato nello scorso gennaio un convegno nel paese d’origine dell’autore (S. Stefano Quisquina), è il curatore di questo volume che apre con una preziosa introduzione. Continua a leggere Meglio tardi che mai