I seminari della LUNA: Jameson in lungo e in largo

Il semestre della LUNA si è chiuso con un seminario speciale interamente dedicato alla figura di Fredric Jameson. Come indica il titolo, Jameson in lungo e in largo, è stato affrontato l’intero percorso del saggista americano, dagli inizi degli anni Settanta alla scomparsa, avvenuta nel settembre dello scorso anno, passando per le citazioni delle opere principali e i problemi più acuti delle sue sempre sottili argomentazioni.
Un’opera mastodontica e complessa, senza dubbio, che ingloba e mette in comunicazione i diversi metodi critici (dallo strutturalismo alla psicoanalisi, dalla mitocritica alla decostruzione) sotto l’egida di un marxismo rinnovato e duttile che addita l’orizzonte imprescindibile della “storia dei modi di produzione”.
Chi volesse seguire l’intero seminario lo trova a questo link:

Il discorso procede opera per opera: nella fase iniziale Jameson si applica alla ricostruzione dei punti nodali del marxismo non ortodosso (Marxismo e forma) e alla rilettura dello strutturalismo (La prigione del linguaggio) per approdare a quella che, secondo me, è la sua opera principale rispetto ai compiti della critica letteraria, cioè L’inconscio politico, una proposta di rinvenimento della storia e dell’ideologia all’interno del testo (nel sottotesto) degli elaborati simbolici visti come risposte alle contraddizioni sociali.
Poi, alla metà degli anni Ottanta, la svolta postmoderna: una paradossale lettura marxista dell’epoca che ha liquidato il marxismo, dove si analizza lo stringersi del rapporto tra produzione e comunicazione e la globalizzazione del capitalismo senza ormai alternative per cui si determina una estetica diffusa priva di risvolti polemici.
In seguito, però, Jameson è tornato ad occuparsi dei teorici tedeschi di metà Novecento, in particolare Adorno, Brecht e Benjamin, e il suo discorso postmodernista si è articolato nei ripensamenti sulla modernità altra e sulla sopravvivenza della dialettica, malgrado tutto.
Infine, ma per me molto importante, è il libro sull’allegoria (Allegory and Ideology) che, rifacendosi nientemeno che ai quattro sensi dei medievali, contrappone l’allegoria plurale alle forme semplicemente duali come il simbolo, la metafora e addirittura la personificazione che con l’allegoria è stata a lungo – e forse pure adesso – confusa.
I seminari della LUNA riprenderanno in autunno con un nuovo programma, ancora in attesa di definizione.

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