Cade nel 2024 il centenario della nascita di Paolo Volponi. Dopo un convegno urbinate, si è svolto all’Università di Pavia un nuovo incontro-seminario, nei giorni 15-16 febbraio, dedicato alla narrativa, che, prendendo spunto da una conferenza dell’autore, si è intitolato Le difficoltà del romanzo. Data la presenza a Pavia di carte volponiane nel Centro Manoscritti, il convegno ha goduto di una cospicua serie di contributi di stampo filologico e variantistico riguardanti i romanzi maggiori, come Corporale, Le mosche del capitale e anche Il pianeta irritabile, con importanti ragguagli sulle diverse stesure, le correzioni, le scalette progettuali e quant’altro.
Di particolare interesse, a mio avviso, è anche la varietà dei supporti cartacei utilizzati da Volponi per i suoi appunti: spesso sono foglietti volanti, carte intestate di luoghi di lavoro, quaderni o blocchi dalle copertine scarabocchiate e così via. È come se la scrittura arrivasse imperiosa e occorresse, pena la perdita, segnarla subito sulla prima superficie a portata di mano. Tutti i ripensamenti, gli spostamenti e gli incastri (Corporale aveva diversi titoli prima del definitivo, Le mosche derivano da due progetti narrativi inizialmente separati) testimoniano di un “tormento della scrittura”: da intendere nel senso soggettivo del genitivo, cioè della scrittura che tormenta un autore insoddisfatto e costretto a più riprese a rimettersi all’opera prima di liberarsi con il “si stampi”; ma anche nel senso oggettivo del genitivo, cioè di un autore che tormenta la sua scrittura, ne mette in crisi le strutture e l’andamento codificato dal senso comune, la torce e modifica sospinto da una pulsione espressiva (espressionistica, sarebbe più giusto dire) che è insieme personale e collettiva (l’angoscia e l’insonnia da un lato, dall’altro la polemica con i vertici dell’industria, non da ultimo l’utopia comunista).
Al convegno, organizzato dai contemporaneisti Federico Francucci e Luca Stefanelli, hanno partecipato, insieme al sottoscritto, Tiziano Toracca, Giacomo Micheletti, Federico Milone, Silvia Cavalli, Salvatore Ritrovato, Massimiliano Tortora, Giuseppe Lupo, Giovanna Lomonaco. In particolare vorrei notare il contributo di Clelia Martignoni che, trattando del libro Il leone e la volpe, ha associato a Volponi il nome di Francesco Leonetti, anche lui da celebrare per il centenario della nascita in questo 2024. Proprio durante il convegno è arrivata l’edizione del racconto leonettiano Il vecchio col bastone (Fondazione Arnaldo Pomodoro, a cura di Marco Rustioni), con il testo di pugno dell’autore.
Ancora Volponi e Leonetti sono protagonisti insieme a Ottieri e Giuliani nella mostra del Centro Manoscritti di Pavia, che si è aperta nei giorni del convegno, con il titolo Verticale del 1924.
Su Volponi, a mia volta, sto preparando una lettura di testi poetici tratti da Con testo a fronte.
19/02/2024