Archivi tag: Verso lungo

Il primo Bàino

La prima fase dell’opera poetica di Mariano Bàino si è svolta tra fine anni Ottanta e primi Novanta del Novecento, in una atmosfera di forte fermento, partecipando l’autore al gruppo formatosi attorno alla rivista “Baldus” e poi al dibattito e alla breve vita del Gruppo 93. Legate a quel momento “propulsivo” le sue due raccolte, Ônne ʼe terra e Fax giallo (non proprio prime: le precede Camera iperbarica, favente Spatola) sono ora riproposte dalle edizioni [dia·foria di Daniele Poletti, nel quadro del progetto di quella casa editrice (ben distinto dagli andazzi attuali) di rimettere in circolazione il più possibile di materiale letterario alternativo, delineando a largo raggio un panorama vivace di scritture anomale.
Il bi-libro di Bàino che, tra le altre cose, ripristina l’ordine cronologico di stesura delle due raccolte rispetto all’ordine di pubblicazione (Ônne ’e terra + Fax giallo), esce con il supporto di un saggio di Antonio Belfiore. Continua a leggere Il primo Bàino

Tra i “Faldoni” di Ostuni

In forma di “faldoni” numerati Vincenzo Ostuni aveva già pubblicato i suoi versi in edizioni parziali presso vari editori e alcuni testi si trovano anche inclusi in una mia antologia. Tuttavia questa nuova raccolta “completa” (tra virgolette perché nulla impedisce all’autore di metterci ancora mano), uscita per i tipi de il Saggiatore, si presenta davvero come un’opera mastodontica, rasentando le 800 pagine. Il titolo è al singolare, Faldone, ma in realtà il contenuto è plurale, fatto com’è di sottosezioni, per raggiungere il numero significativo di 99 faldoni (e significativo – come vedremo – proprio perché non tocca per poco la cifra rotonda). Un’opera di tale impegno non può che essere la summa dell’intera attività poetica dell’autore e infatti raccoglie testi elaborati dal 1992 al 2024, ma è iniziata ancor prima, addirittura negli anni Settanta.
A causa della lunghezza dei versi il libro è stampato sul lato lungo, il che rende difficoltosa, se non acrobatica, la lettura, non solo a letto o sul bus, ma anche su una appropriata scrivania. Il che non è l’unica difficoltà. Il problema per il critico è anche memorizzare come si deve l’insieme dei frammenti che compongono l’opera; per non trovarsi alla fine a non aver presente l’inizio è necessario prendere appunti, selezionare i brani più significativi, con il patema che magari proprio quello che è stato tralasciato contenesse le principali chiavi di lettura. Quanto segue è un primo rudimentale approccio a questo vero e proprio “universo poematico”. Continua a leggere Tra i “Faldoni” di Ostuni